Relazione della Commissione antimafia sul ciclo dei rifiuti, la Catanzaro Costruzioni: “E’ stato impedito il contraddittorio, relazione viziata”.

Relazione della Commissione antimafia sul ciclo dei rifiuti, la Catanzaro Costruzioni: “E’ stato impedito il contraddittorio, relazione viziata”.

Apprendiamo dalla stampa degli esiti e delle conclusioni a cui è giunta la Commissione regionale su Mafia e Corruzione che ha presentato oggi la sua Relazione conclusiva sul ciclo dei rifiuti in Sicilia. Non è questo il momento per entrare nel merito delle numerose questioni sollevate, alle quali dedicheremo nei prossimi giorni la dovuta attenzione. Oggi ci limitiamo a contestare il metodo di lavoro adottato, oggettivamente errato, che ha viziato in radice la stessa Relazione e le conclusioni che la Commissione ne ha tratto.

Un fatto su tutti, certamente non secondario: si sostiene che la richiesta di audizione da parte della nostra società sia stata presentata tardivamente il 10 marzo scorso “ad audizioni concluse”. La realtà è che la Commissione ha deliberatamente impedito le audizioni dei rappresentanti della Catanzaro Costruzioni srl evitando così il contraddittorio: la nostra richiesta è stata infatti inoltrata lo scorso 12 febbraio e, da quella data, la Commissione ha tenuto regolarmente diverse altre audizioni sul tema.

Il motivo per il quale, volutamente, ci sia stato impedito il confronto ci sfugge, ma questa decisione rappresenta una sconfitta per chiunque avesse avuto un interesse a conoscere i fatti nella loro completezza.

Per quanto riguarda diverse inesattezze e omissioni riportate nella Relazione odierna ricordiamo che in proposito sono già intervenuti diversi tribunali che hanno riconosciuto la legittimità del nostro operato e in diversi casi condannato quei soggetti a cui unilateralmente, oggi, è stato dato invece credito da un organismo istituzionale.

Prendiamo atto infine che, a differenza della maggioranza dei casi citati nella Relazione, le indagini penali e amministrative condotte dalle Istituzioni preposte e nelle quali ci è stata data la possibilità di contraddittorio, hanno confermato la regolarità del nostro operato in tutte le sedi

20 aprile

Iniziamo il lavoro di ri-costruzione della verità partendo proprio da quanto affermato con forza subito dopo la notizia della pubblicazione della Relazione della Commissione Antimafia sul ciclo dei rifiuti: la voluta mancanza di contraddittorio nel corso delle attività istruttorie e l’inspiegabile rigetto delle nostre richieste di essere ascoltati.

Abbiamo quindi potuto solo prendere atto della risposta del Presidente della Commissione Antimafia Claudio Fava con la quale si è tentato di dare una giustificazione alla decisione di escluderci dalle audizioni privandoci così della possibilità, legittima e dovuta, di far sentire la nostra voce e di replicare nei fatti e con i fatti alle dichiarazioni, alcune già ritenute diffamatorie dai Tribunali, rilasciate in sede di Commissione da altri soggetti auditi che hanno, diversamente da noi, trovato voce e spazio negli atti conclusivi della Commissione.

Ci spiace che il Presidente Fava abbia omesso di citare, nella sua replica, atti in possesso della Commissione o peggio ancora abbia dimostrato di non conoscerli. La nostra prima richiesta formale di essere ascoltati risale già al 12 febbraio.

Da quella data in poi abbiamo ricevuto dal Presidente Fava solo richieste interlocutorie fino alla nota del 5 marzo nella quale ci veniva richiesto di presentare una documentazione scritta visto che, a quella data, le audizioni si erano concluse. E così il 10 marzo non abbiamo potuto fare altro che trasmettere la nota che il Presidente Fava ha citato e che la Commissione ha pubblicato, bontà sua, nella Relazione.

È piuttosto evidente che dalla nostra prima richiesta del 12 febbraio al 10 marzo avremmo potuto essere tranquillamente inseriti nel calendario delle audizioni che si sono svolte infatti fino al 4 marzo.

(Segue un estratto dei documenti citati)

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